Articolo apparso su Nuova Repubblica

La storia, se si volesse leggerla e riportarla nella maniera più oggettiva possibile, sarebbe eccessivamente stringata e svilita di ogni emozione e di sentimentalismo: Matteo Vitaioli, al decimo minuto della ripresa, sigla il gol del pareggio nella partita che vedeva contrapporsi, fuori dai confini del Titano, la nazionale della Lituania e quella della Repubblica di San Marino.
Sarebbe ingeneroso e, decisamente, ben privo di romanticismo e sentimentalismo riportare nel modo sopra esposto un avvenimento quasi storico.
Perché di questo si parla: la nazionale maschile di calcio della Repubblica sammarinese non segnava un gol in una trasferta da ben quattordici anni.

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La nazionale di San Marino nel 2006.

A San Marino il calcio è praticato a livello dilettantistico (tanto che il campionato di massima serie sammarinese è chiamato ‘Campionato Dilettanti’) ed è formato da quindici squadre: Murata, Tre Fiori, La Fiorita, Cailungo, Cosmos, Folgore/Falciano, Domagnano, Juvenes Dogana, Pennarossa, Libertas, Fiorentino, Faetano, Virtus, Tre Penne e San Giovanni.
Matteo Vitaioli non milita né appartiene a nessuna di queste squadra ma è parte integrante di una squadra italiana, il Tropical Coriano, iscritta nel Campionato d’Eccellenza. Tuttavia è sammarinese puro: ha venticinque anni ed è nato a Fiorentino ma ha disputato un solo campionato (12/13) con la squadra di Fiorentino, per il resto del tempo ha sempre giocato in Italia con la squadra di San Marino in Lega Pro, alternandosi con altre squadre altre categorie (D, Eccellenza) andando in prestito.

In ogni caso, Vitaioli segna un gol su punizione, una prodezza balistica che non si riteneva minimamente attribuibile ad un attaccante della nazionale di San Marino, umiliata e offesa in più di un’occasione internazionale, basti pensare ai tredici gol subiti da Aldo Simoncini nella partita del 2006 contro la nazionale della Germania.
Dopo quattordici anni, San Marino riesce a segnare un gol fuori dalle mura amiche dello Stadio Olimpico di Serravalle: quattordici anni è un periodo di tempo calcisticamente infinito, in cui dei bravi attaccanti possono raggiungere l’apice della loro carriera e l’approdo ad altre squadre minori per poter continuare a giocare nonostante l’età; è un periodo sufficientemente lungo e che permette a squadre che sono state quasi sempre in disparte, nella lotta scudetto del campionato sammarinese, di farsi avanti e pretendere la palma del vincitore, come è stato per la Cosmos o il Pennarossa.

Quando la palla si insacca alle spalle del portiere, Vitaioli corre verso la panchina, si butta con le ginocchia sull’erba, emette un grido belluino, urla fortissimo tutta la gioia e la rabbia del gol segnato e del pareggio raggiunto.
I compagni si tuffano sopra di lui, lo abbracciano: dalla panchina accorrono festanti tutti, compresi i dirigenti.
E’ una vittoria. Fatta e finita.
Il pareggio dura per quasi tutta la ripresa, non fosse per la beffa lituana del gol che ha visto – dunque – la sconfitta della nazionale di San Marino: nei minuti di recupero della seconda frazione di gioco, arriva il gol di Lukas Spalvis e il sogno del secondo punto in classifica dei Titani si spegne.
L’emozione, però, rimane: non è da tutti disputare dei campionati regionali in Italia e segnare con la propria nazionale, specie se quella nazionale si chiama San Marino ed erano quattordici anni che non insaccava una pallone nelle reti degli avversari.