Le mandrie al pascolo o allo stato brado, i rari pastori o i fenomenali cavalieri con le loro aquile che si inseriscono episodicamente per popolare un paesaggio bianco e vuoto, e a segnare il confine dello sguardo dell’autore. La Mongolia, uno dei paesi al mondo con la più bassa densità di popolazione, dopo quella Gerusalemme affollata di volti e persone, di credi e religioni. Paolo Sollazzo con il suo secondo volume che raccoglie 60 foto a colori dal titolo Mongolia – Taccuino di Silenzi, edito da GRAFFITI, arriva a un anno da Dissolvenze la sua opera prima che ha vinto il prestigioso premio MIFA 2016. Il nuovo libro sarà presentato presso la Galleria SMAC a Roma, il 3 dicembre, con il Patrocinio dell’Ambasciata di Mongolia in Italia – e inaugurata l’omonima mostra fotografica. Saranno presenti l’autore Paolo Sollazzo, il Direttore della Graffiti Gianni Pinnizzotto, Counselor Dawadash Sambuu dell’ambasciata. Nel mare di silenzi e di spazi infiniti troviamo anche le riflessioni e i pensieri, che Sollazzo ha voluto annotare in un taccuino (26 pensieri in italiano e inglese) a completamento di questo suo percorso di sensazioni visive e stati dell’animo in questa terra lontana. L’immagine appena accennata, così lontana dal concetto di fotografia tradizionale, guadagna intensità nella forma e nel contenuto spostandosi da un piano puramente documentario a quello di una personalissima quanto esclusiva visione intima e onirica della scena fotografata. L’idea dell’autore di e fotografo è quella di fermare nelle immagini gli enormi spazi vuoti, un lungo percorso solitario, un cammino sconosciuto, pieno di orizzonti rarefatti, candidi. Più sono forti le sensazioni, i sentimenti, più l’immagine è evocativa. È questo il senso dello sfumato, della dissolvenza esagerata di queste opere dove i colori e le immagini più che fotografate sembrano dipinte. Colpi di pennello invece che pixel colpiti dalla luce. E infatti l’originalità di questo fotografo sta proprio nell’aver saputo stabilire questo legame insolito fra fotografia, pittura e impressioni, stati dell’animo. La dimensione del silenzio è quella che prevale su tutto il resto, è quella che regna sulle immagini, anche quando queste ritraggono mandrie in movimento, o ancora di più spazi vuoti o uomini solitari in mezzo a uno spazio che pare infinito e indefinito. Graffiti, già Scuola di Fotografia di eccellenza, da dodici anni anche casa editrice di libri fotografici, ha creduto nel lavoro di Sollazzo, nella sua originalità e nel suo singolarissimo concetto di fotografia.