Lo scrittore spagnolo Marcos Ana, poeta-simbolo della resistenza al regime franchista, è morto ieri a Madrid all’età di 96 anni. Arrestato e imprigionato per motivi politici nel 1938, a soli 18 anni era già militante comunista (nel PCE – Partido Comunista de España vi rimase iscritto fino alla fine), in piena guerra civile spagnola, trascorse in carcere 23 anni a causa della sua ferma opposizione al franchismo. La sua struggente autobiografia, “Ditemi com’è un albero”, pubblicata in Spagna nel 2007 e tradotta in Italia per Crocetti Editore, racconta della giovinezza, della prigionia, della poesia che fu sua inseparabile compagna. Il regista Pedro Almodóvar ha acquisito i diritti del libro per realizzare un film. Nato il 20 gennaio 1920 vicino a Salamanca come Fernando Macarro Castillo, scelse il nome d’arte in onore dei suoi genitori, il padre Marcos e la madre Ana: questo pseudonimo gli consentì di far conoscere le sue poesie mentre si trovava in carcere, apprezzate da Rafael Alberti e Pablo Neruda, che si attivarono per la sua liberazione. Condannato due volte a morte e torturato decine di volte, Marcos Ana fu liberato solo nel 1961 per interessamento di Amnesty International, fondata pochi mesi prima. Scarcerato, fu esiliato a Parigi e rientrò in Spagna solo dopo la morte del dittatore Francisco Franco nel 1976. I versi di Marcos Ana sono struggenti, rievocano quasi sempre la giovinezza non goduta, la compagnia della sola poesia durante gli anni di carcere, l’anelito alla libertà. Scritte di nascosto, affidate alla memoria degli amici che venivano liberati, pubblicate clandestinamente, le sue poesie divennero la voce della Spagna perseguitata. Di lui ha scritto il Premio Nobel per la Letteratura José Saramago: «Marcos Ana esamina e descrive, con un bisturi sottile e uno stile sicuro delle sue risorse, la vita nel carcere, i suoi eroismi e le sue disfatte, la solidarietà trasformata in istinto, il coraggio come modus vivendi, senza i quali non sarebbe stato possibile sopravvivere all’inferno dei giorni e delle notti».